Un concerto intimo, circondati dalle opere di Picasso.

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Flavio Sala: World Fusion in Classical Guitar Style.

Suona quello che pensi. Sempre.”

Flavio Sala sta per lanciare il suo nuovo progetto discografico (che lo porterà in tour in Russia, a Marzo e Aprile 2019) in cui, per la prima volta, si presenta come chitarrista e autore. "L'era in cui apparivo sul palco con la mia chitarra e il mio scomodo vestito elegante, suonavo pezzo dopo pezzo, nessuna parola, mi inchinavo e “grazie e arrivederci” è finita. Ora ho una storia autentica da condividere e la mia musica mi dà la possibilità di raccontare chi sono, da dove vengo e dove vado". Flavio è stato affiancato per le sessioni di registrazione da un tecnico del suono d’eccezione: Giovanni Baglioni, chitarrista acustico e figlio d’arte. "Quattro orecchie sono sempre meglio di due. Con Giovanni sapevo di averne sei!"

Nato a Bojano, un piccolo paese del Molise, nel 1983, Flavio Sala proviene da una famiglia con oltre 100 anni di tradizione musicale. "Ero sicuro di non poter suonare, perché sono mancino. Un giorno mio padre mi mise una chitarra fra le braccia e mi mostrò alcuni accordi. Non appena ne sfiorai le corde,  immediatamente capii di aver trovato la mia strada. Avevo solo 7 anni."

Vincitore di premi nelle più prestigiose competizioni chitarristiche mondiali (Gargnano 2001, Michele Pittaluga 2003, San Francisco 2004, Alirio Diaz 2006, Alexander Tansman 2008), Flavio Sala è apparso con la Jury Bashmet New Russia Orchestra, il Quartetto d'Archi de "I Virtuosi di Mosca" di Vladimir Spivakov, la Filarmonica di Mosca, la Filarmonica di Torino, l'Orquesta Sinfonica de Venezuela, ha suonato ripetutamente alla Tchaikovsky Hall di Mosca (sostituendo una volta il chitarrista flamenco Gerardo Núñez), all'Hermitage Theatre di San Pietroburgo, al Teatro Coliseo di Buenos Aires, al Grand Teatro das Artes di Belo Horizonte, al Teatro Politeama di Palermo, dando concerti in: 

Italia, Spagna, Austria, Croazia, Romania, Bulgaria, Polonia, Russia, Argentina, Uruguay, Brasile, Venezuela, Cuba, Emirati Arabi e Stati Uniti d'America.

Suonare mi permette di chiudere la porta al mondo ed entrare in uno stato di grazia. Diventa la tua vita: fai quello che più ami mentre vai in giro per il mondo, incontri nuove persone, nuovi amici, fan, donne...condividendo l'amore per questo strumento che molti credono essere noioso. Questo mi rattrista profondamente. Eppure quando mangi una pessima lasagna è sempre colpa dello chef!"

 

"È bello incontrare un chitarrista di 30 anni che ti sorprende!"

Steve Howe
"Flavio Sala è il nuovo Paganini della chitarra."

Alirio Diaz

Classico di formazione, allievo di Oscar Ghiglia presso l’Accademia Musicale Chigiana di Siena, Flavio Sala sogna una nuova dimensione per il suo strumento, oggi maltrattato e senza pubblico. "Quando ero adolescente Andrés Segovia era il mio dio. Poi ho ascoltato Paco de Lucia. In quell’istante ho realizzato che la chitarra classica poteva essere molto di più: incorporando la tecnica dei flamenchisti e quella dei chitarristi acustici posso ampliarne il vocabolario e le sonorità. Non per questo smetto di essere un chitarrista classico. Ma mentre i puristi si preoccupano di difendere i trofei vinti da qualcun altro e chiusi nel ‘Museo della Tradizione’, il nostro strumento languisce nel ghetto dei festival di chitarra. La chitarra ha bisogno non di nuovo pubblico ma di un pubblico nuovo."

Flavio Sala Plays Pop”, lavoro discografico solistico, e "De La Buena Onda", a cui partecipano Marcus Miller, Toninho Horta, Jorge Pardo, Mango, Cliff Almond, Otmaro Ruiz, Carles Benavent, Rubem Dantas, Giovanni Baglioni, Roma String Quartet, Alain Perez, Israel "El Piraña", Peppino D'Agostino, Alex Acuña, Daniel Binelli, Huascar Barradas e suo fratello Simone Sala, hanno aperto un nuovo cammino per la chitarra classica. "Dopo aver suonato 1000 volte gli stessi pezzi scritti per chitarra classica, mi sono sentito come in prigione. Due album che mi hanno dato nuova aria da respirare e lavorare con questi musicisti è stata un'esperienza straordinaria."

Tra il 2006 e il 2012 ha vissuto per 5 anni in Venezuela. Dopo aver vinto in Venezuela il "XIV Concurso Internacional de Guitarra Clasica Alirio Diaz” di Carora e il "Premio Speciale alla migliore esecuzione di musiche dal Venezuela" della "Fundacion Vicente Emilio Sojo" di Caracas, Flavio è diventato una delle voci più autentiche della musica venezuelana per chitarra, "considerata di terza categoria, ma sono proprio le radici popolari che fanno innamorare le persone dei nostri Giuliani e Rodrigo e non il contrario!” In Venezuela Flavio ha avuto l'occasione di incontrare alcune personalità, come José Antonio Abreu, Gustavo Dudamel, Claudio Baglioni, Steve Howe, Rafael “Pollo” Brito, Guillermo Moron oltre che di suonare in Venezuela, Cuba, Italia e Grecia come solista con l’ "Orquesta Sinfonica de Venezuela".

Nel 2014 si è trasferito negli Stati Uniti d'America, con un “O-1 Visa for Artist”, dando 90 concerti in due anni. "Lì ho studiato e compreso il Music Business, iniziando a mettere in atto il mio piano". Ha pubblicato "Mi Guitarra y Mis Amores" (2016), invitando a duettare Steve Howe (YES, Asia), Fabrizio Bosso, Cesar Orozco, Antonio Serrano e Rafael "Pollo" Brito con la sua chitarra: un album che chiude il cerchio.

Suona strumenti classici e flamenco realizzati a mano da Camillo Perrella. “Ho la fortuna di conoscere un liutaio che risponde a tutte le esigenze del chitarrista del XXI° Secolo e che mette la sua creatività sempre al servizio del chitarrista, innovando e mai copiando. Camillo Perrella è un genio, ma sono ancora l'unico a saperlo."

Definitivamente tornato in Italia, nella sua nativa Bojano, Flavio Sala è Professore di chitarra presso il Conservatorio "Lorenzo Perosi” di Campobasso, lo stesso dove ha studiato per 9 anni, ereditando idealmente la lezione del suo Maestro, Pasqualino Garzia.

Da sempre attento alla tecnologia, Flavio impartisce lezioni di chitarra online, su Skype, a studenti di tutto il mondo e di ogni livello, creando una sorta di Scuola Sotterranea della Chitarra.

 

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