TARANTELLA di Mario Castelnuovo-Tedesco - 68° Streaming - 27/09/2020

Quasi 3 ore di diretta la scorsa Domenica, 27 Settembre, 68° Diretta Streaming. Si, perché l'argomento, il brano e chi lo ha composto mi appassionano molto e da lungo tempo: TARANTELLA di Mario Castelnuovo-Tedesco

Ho sempre avuto un "orecchio" di riguardo per tutta la musica di Mario Castelnuovo-Tedesco, compositore fiorentino, nato nel 1895 e morto a Beverly Hills nel 1968. Costretto ad espatriare nel 1939 per le leggi razziali volute da Benito Mussolini, essendo di famiglia ebrea, tornò in Italia pochissime volte e da turista. Non rivide mai più i genitori, morti prima che lui potesse rimettere piedi in patria. 

Nella prima ora di streaming, ho letto degli stralci dalla meravigliosa autobiografia di Castelnuovo-Tedesco "Una vita di musica" (Edizione: Cadmo). Proprio oggi ho scoperto che stanno lavorando alla traduzione all'inglese. Un libro di quasi 700 pagine, in cui il compositore racconta dei suoi incontri con grandi esponenti non solo della musica (Arturo Toscanini, Jascha Heifetz, Gregor Piatigorsky, Giacomo Puccini, Manuel De Falla, Walter Gieseking e molti altri), ma anche pittori, scrittori, intellettuali, fra cui Gabriele D'AnnunzioLuigi Pirandello

E, ovviamente, l'incontro che ebbe con Andrés Segovia, o meglio, il momento in cui questi dice alla moglie di Castelnuovo, Clara, a Venezia, sul battello, di chiedere al marito di scrivere per chitarra. 

Se Segovia non avesse fatto tale coraggiosa richiesta, oggi la chitarra classica non potrebbe suonare alcune fra le pagine più liriche e nobili dell'intero repertorio.

TARANTELLA, 3° brano scritto per Andrés Segovia, dopo le Variazioni attraverso i secoli e la Sonata Omaggio A Boccherini, rispettivamente del 1934 e 1935, è del 1936. 

Nello streaming ho spiegato, con fonti alla mano, perché la revisione e diteggiatura di Andrés Segovia è, nella mia opinione, insostituibile!

Confrontandola con l'originale, pubblicata da Ricordi alcuni anni fa, con una pessima diteggiatura di Angelo Gilardino e il suo allievo Luigi Biscaldi, se da una parte grato sono per averci offerto l'occasione di conoscerne i dettagli, dall'altra non vale né più né meno di quello che è: un documento, da leggere. Poi da mettere da parte, perché insuonabile. Piegare le diteggiature per rendere eseguibili tutte le note scritte dal compositore, significa rispettare Castelnuovo-Tedesco e mettere sotto i piedi Andrés Segovia, che ha ispirato e reso celebre la Tarantella. In nome di cosa?

Inoltre, se l'obiettivo fosse stato davvero quello di offrire agli interpreti la possibilità di conoscere l'originale, ma lo dubito, avrebbero pubblicato il manoscritto così come è, evitando di dire la propria riscrivendone la diteggiatura, ripeto, pessima e insuonabile, oltre che antimusicale (le ragioni le spiego, battuta per battuta, con chitarra alla mano, nello streaming, disponibile in ESCLUSIVA solo agli iscritti alla mia email-list). Nelle battute mancanti e in quelle diverse da Segovia, se proprio, avrebbero potuto inserire degli "ossia", lasciando la revisione di Segovia, che ancora suona stupendamente.

E Mario Castelnuovo-Tedesco, quando Segovia incise la TARANTELLA e la suonò in tutto il mondo, era ancora vivo e vegeto. Vuoi che il compositore non fosse a conoscenza degli interventi di Segovia?

Ma spesso, nel mondo della chitarra, ci si dimentica che, per quanti libri e partiture si possano leggere e studiare, suonare teoricamente è una cosa e suonare praticamente è un'altra cosa e richiede una certa maestria che i revisori in questione non hanno. Non lo dico io: basta guardare le loro diteggiature per comprendere che non hanno la minima idea di come suoni la chitarra, né il minimo rispetto per il lavoro di revisione e diteggiatura che il chitarrista spagnolo fece 80 anni fa. Se potesse prendere visione di questa nuova edizione, non oso immaginare cosa direbbe, ma sarebbe fantastico saperlo! 

E' altresì deplorevole che certo materiale venga diffuso e promosso proprio da chi dovrebbe difendere il nostro strumento...

Senti a me, se hai voglia di mettere in repertorio la TARANTELLA di Mario Castelnuovo-Tedesco, non pensarci neanche: prendi la revisione e diteggiatura di Segovia. Te lo dice uno che suona la chitarra da più di 30 anni.

E se non dovessi essere convinto, bene, sappi che Domenica prossima, 4 Ottobre, sempre alle ore 17, farò lo stesso lavoro con il CAPRICCIO DIABOLICO op. 85, "Omaggio a Paganini", il quale presenta le stesse carenze e gli stessi obbrobri della TARANTELLA. 

Per partecipare, ISCRIVITI alla mia Email-List e riceverai il link alla diretta.

 

29 Settembre, 2020

Flavio Sala.

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