LA CHITARRA CLASSICA DI PASQUALINO GARZIA: il CD allegato al libro.

IL SUONO CHE MERITI: 30 anni di chitarra classica

di Flavio Sala.

IL CD ALLEGATO. 

La chitarra classica di Pasqualino Garzia. Storia del nastro magnetico. 

Avrei voluto piangere quel giorno, ma evitai. Sì, perché quando chiesi cosa avremmo potuto farne, risposero che le speranze erano quasi nulle. 

Prima di tutto occorreva trovare qualcuno che sapesse dirmi se quel materiale suonasse ancora. Chiamai Giovanni Baglioni, il quale, prontamente, mi consigliò uno studio di registrazione. 

Era molto tempo che non ci vedevamo, così andai a Roma, unendo l'utile al dilettevole. Un sabato pomeriggio (giuro che è una coincidenza…), subito dopo pranzo, ci recammo al Forward Studios. Carmine Simeone accolse Giovanni come un vecchio amico. Fatte le presentazioni, gli misi in mano il pacchetto, pregandolo di fare tutto il possibile per rianimarlo. 

«È un nastro molto vecchio – mi dice – e qui non ne abbiamo mai avuto uno così, però abbiamo la macchina per farlo girare. Tutto dipende da com’è stato conservato, l'umidità, se è stato avvolto bene, gli sbalzi di temperatura, sai, tutte ‘ste cose. Vediamo un po’...». 

Mentre riavvolgeva quella lunghissima striscia, scura e delicata come un capello, speravo che non fosse rovinata per sempre. 

Dopo venti minuti (Carmine ha dovuto sbrigliare la matassa a una lentezza assurda, per evitare che il nastro si spezzasse, si strappasse, insomma, un'operazione raffinata), finalmente era pronto per essere ascoltato. 

Play. 

Qualche secondo a vuoto. Poi, improvvisamente, una donna comincia a parlare. Nel suo perfetto americano, tra rumori di fondo, fruscii e un fastidiosissimo mmm di basse frequenze, presenta la serie al pubblico. Quando sento pronunciare quel nome, l’emozione è davvero forte: Pasqualino Gàrzia, con accento sulla à. 

Ancora un paio di minuti e un fragoroso applauso ci fa capire che il giovane chitarrista è apparso sul palco e si è seduto. Accordata la chitarra, comincia a suonare. Un brano di musica antica. Aveva proprio ragione Alirio Díaz quando mi diceva: “Pasqualino Garzia, che bel suono che aveva!” In quel momento, avvertivo la presenza del maestro, lì, con me, con noi, in quella saletta di uno degli studi più notevoli d’Italia. 

L'audio lasciava molto a desiderare. In alcuni punti non si capiva nulla, in altri, si erano sovrapposti i lati, ma volevo a tutti i costi trovare una soluzione per riportare alla luce anche solo una manciata di quelle note ritrovate. 

«Carmine, ascoltami, è possibile far qualcosa? So che non suonerà mai come un disco, ma questo, per quanto mi riguarda, è più di un semplice disco: è il mio maestro. Sono quasi due anni che non c'è più e non esiste nessuna registrazione di lui come solista. Sarebbe l’unica testimonianza audio, capisci? Ti prego, fa' qualcosa! È un documento storico, che vorrei consegnare al mondo della chitarra classica». 

Pausa caffè.

(La scatola, consegnatami da Annalisa Garzia, col nastro magnetico e il programma: KARAMU CULTURAL ARTS SERIES presents PASQUALINO GARZIA Top-Ranked Classical Guitarist and Distinguished Student of Segovia IN A CONCERT OF MARSTERPIECES FROM THE CLASSICAL GUITAR REPERTOIRE Sunday, December 16, 1962 - 4:00 pm.)

 

Carmine riflette. Poi ci presenta Francesco Putortì. Francesco è un audio-chirurgo e potrebbe tentare l'impossibile, cosa che fa subito. Lo lasciamo in pace per un'oretta, nella sua stanzetta, con i suoi software. Quando torniamo, mi passa le cuffie e preme play. Traccia vecchia. Poi traccia nuova. È certamente meglio. Passo la cuffia a Giovanni per sapere il suo parere. Positivo. 

«Posso fare di meglio, Fla’, ma ho bisogno di tempo» 

«Fra', prenditi tutto il tempo che ti occorre. Se riuscirai a farlo suonare come si deve, io te ne sarò grato per tutta la vita!» 

Salutati tutti, ce ne tornammo. 

Ero fiducioso e, quella sera, per la contentezza, io, Giovanni e un paio di amici per me nuovi, trascorremmo una grande serata all'insegna del buon cibo, delle chitarre (acustica quella di Giovanni e classica la mia) e di fiumi di vino rosso. 

Appena qualche giorno dopo, Francesco si fece vivo e m’invia un paio di file pesanti: Lato A e Lato B. Ci siamo, ecco la prova del nove. 

Solo, in casa, davanti al mio pc. Faccio il download, metto le cuffie, respiro profondamente, clicco play e ascolto. Devo aver sgranato gli occhi e fatto un sorriso enorme, perché quello che stavo ascoltando andava oltre le mie aspettative. L’eccellente successivo missaggio, firmato Giovanni Baglioni, mi ha convinto: il disco sarebbe uscito insieme con il libro. 

Nei giorni successivi, ho ascoltato e riascoltato, con molta attenzione, l'intero nastro, convertito in file, per scegliere il materiale definitivo da pubblicare. Ammetto di essere stato severo ma, scommetto, meno critico di quanto lo sia stato il mio maestro che, dell'esistenza di questa registrazione, non ha mai proferito parola a nessuno per quasi sessant’anni. La giovane età e l'inesperienza nel concertismo si avvertono, ma il tocco è già quello di un maestro della chitarra classica. 

Niente virtuosismi. Niente scintille. Ventitré minuti di Musica, quella cui Pasqualino Garzia dedicò tutta la sua lunga esistenza, con passione e coerenza. 

Flavio Sala 

Bojano, 29 Marzo 2021

 

TRACK LIST 

1. Robert De Visée: Passacaille da Suite n° 12 in Mi minore (incompleto) 1:30 

2. Manuel María Ponce: Gavotta I&II dalla Suite nello stile di Scarlatti 3:00 

3. Manuel María Ponce: Preludio dalla Suite nello stile di Weiss (incompleto) 1:15 

4. Fernando Sor: Andante Largo 5:43 

5. Johann Sebastian Bach: Bourrée dalla Partita in Si minore per violino BWV 1002 3:37 

6. Manuel Maria Ponce: Preludio VI 1:13 

7. Federico Moreno-Torroba: Nocturno (incompleto) 1:30 

8. Federico Moreno-Torroba: Serenata Burlesca 2:47 

9. Federico Moreno-Torroba: Albada  da “Pieces Caracteristiques” Vol. II 1:46 

Pasqualino Garzia, chitarra 

Live alla “Karamu Performing Arts Theatre" 

Cleveland, Ohio, USA 

16 Dicembre 1962 

(Durata totale: 22:35)

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