IN QUESTA STORIA che è la mia - Il Nuovo Album di CLAUDIO BAGLIONI - 26/12/2020

Carissimo Claudio, 

ho un blog da tempo, ma è la prima volta che scrivo di un album. Eccezione, questa, che faccio perché il tuo nuovo lavoro discografico è una sorpresa dalla prima all'ultima nota. E lo faccio non come una recensione, ma piuttosto lasciando che i pensieri scorrano, mentre lo ascolto per l'ennesima volta.

Ben sette anni sono trascorsi dal tuo CON VOI. Ricordo quella notte a Napoli, nel FNAC, alle 5 di mattina eri ancora lì a firmare autografi e a regalare una fotografia a tutti i tuoi fan, coronando il sogno di molti. Anche in questo sono stato fortunato e ti ringrazio pubblicamente per il privilegio che mi dai, oggi, di scriverti e di poter godere della tua stima.

Ti seguo ininterrottamente da quella prima volta in cui ti ascoltai cantare:

 

Navigando il mare

Navigando il cielo

Navigando il cuore, io e te

Chissà se questo cuore

è abbastanza grande e comodo per due.

 

Canzone tratta da quel magnifico tuo doppio album chiamato OLTRE. 1990. Avevo 7 o 8 anni. Da allora ho continuato a seguire i tuoi passi: IO SONO QUI (1995), VIAGGIATORE SULLA CODA DEL TEMPO (1999), SONO IO L'UOMO DELLA STORIA ACCANTO (2003), il già citato CON VOI (2013) e dal 4 Dicembre, con molto coraggio, ci hai consegnato la tua ultima fatica discografica: IN QUESTA STORIA che è la mia.

Nel corso di questi 30 anni, ho letto tantissimo di te e su di te, perché sei subito diventato un faro per me, una fonte inesauribile di idee e un esempio di coerenza e forza da seguire. Piano piano ho cominciato a "conoscerti" non solo come artista ma anche come uomo.

Torno al disco. 

Il 20 Novembre ho preordinato l'Edizione Deluxe Doppio CD e anche l'esclusiva in Vinile, con poster autografato. Quando ho capito che avrei dovuto attendere ancora qualche giorno per la consegna, sono andato in edicola e ho comprato l'edizione digipack allegata a TV, Sorrisi e Canzoni. Avevo aspettato sette anni. Non volevo aspettare neanche un giorno in più.

Ho ascoltato le prime 4 tracce: Capostoria, Altrove e qui, Non so com'è cominciata, Gli anni più belli. Mi son fermato lì perché volevo gustarmelo poco per volta.   

Ho ricevuto tutto, finalmente, il 9 Dicembre, quindi ben 5 giorni dopo l'uscita ufficiale. Ho scartato prima i CD. Ero in Conservatorio e, tra una lezione e l'altra, ho letto e guardato tutto il libretto, con molta attenzione, perché tu non lasci mai niente al caso: foto, colori, font, credits, i musicisti.  

Tornato a casa, per fortuna il mio vicino aveva il pacco con i Vinili. Emozionato come un bimbo, ho aperto la scatola e il primo pensiero è stato: "Se l'edizione in CD è bellissima, questa in Vinile è stratosferica!" Elegante, corposa, ho tolto il cellophane con la dovuta lentezza. Se questo potrà sembrarti assurdo, devi sapere che, quando ami un artista, vuoi gustarti tutto e scarti un album come se si trattasse di una cerimonia. Così è stato per ogni disco di Paco de Lucia. Così è per i tuoi.

Anche se te lo sei augurato, lo avrei fatto comunque: ho ascoltato d'un fiato tutti e due i vinili. Per farmi un'idea e sentire l'impatto dell'intero album, dell'intera storia.

Era tempo che non ascoltavo musica così, dall'inizio alla fine, concentrando tutto me stesso su ogni particolare. Mi sono subito reso conto che in questo lavoro c'è così tanta roba che, mentre mi fermavo a riflettere su un dettaglio che mi colpiva, immancabilmente perdevo il seguente. Allora mi sono sforzato di seguire le canzoni passo passo e ho cercato di registrare le emozioni, così, a pelle. E l'emozione, quella che si manifesta in un brivido che ti attraversa la spina dorsale, non si è fatta attendere ed è venuta a trovarmi più e più volte.  

Questa, per me, è la cosa più importante che cerco in un artista e nella sua musica: l'emozione. Poi tutto il resto. Claudio, puoi stare tranquillo: il tuo album ne è pieno! Hai fatto centro di nuovo! Si, nonostante i tuoi successi, i tuoi record, i tuoi 50 anni di folgorante carriera, sei stato in grado di creare tanti momenti di bellezza e parlo di questi a chi non ti conosce per niente, a chi ti conosce poco e a chi è rimasto a QUESTO PICCOLO GRANDE AMORE, perché di strada ne hai percorsa e il tuo cammino è pieno di stelle "sconosciute": Domani mai (con uno strepitoso Paco de Lucia), Titoli di coda, Chi c'è in ascoltoPatapan, Va tutto bene le prime che mi balzano in mente.

IN QUESTA STORIA che è la mia è semplicemente straordinario.

CAPOSTORIA dà il via al tuo disco. Un'Ouverture musicale, breve, ma intensa. Hai scelto le sonorità e i colori che meglio preparano l'ascoltatore, con quella solennità che merita un ascolto attento.

ALTROVE E QUI entra subito nel vivo della musica. Una canzone con un bel groove e che comincia con un verso significativo: "Ho vissuto per lasciare un segno". Si, Claudio, hai lasciato un segno in tutti quelli che hanno incrociato la tua musica e siamo milioni, come la folla simbolica che ti aspetta con gioia fuori dall'Arena di Verona! Che avrei dato per esserci e cantare a squarciagola insieme con te e tutti gli altri! 

Avevo già ascoltato GLI ANNI PIU' BELLI, canzone colonna sonora del film omonimo di Gabriele Muccino. Un film che mi ha colpito perché mi è sembrato di guardarmi allo specchio e rivivere alcune storie della mia vita sul grande schermo. Quella sera tornai a casa scosso da pensieri forti e ricordo di averti anche scritto per dirtelo. L'inciso iniziale della chitarra e quei semplici accordi introducono questa bellissima ballad. I primi amori, gli errori madornali che si commettono, le bravate. Una volta, in Venezuela, lessi una frase: "Non crescere. E' una trappola". "Ma il destino aspetta dietro a un muro" canti tu, Claudio. Chi non ha mai rimpianto gli anni più belli? Chi non vorrebbe riavvolgere il nastro e vivere di nuovo i propri vent'anni per viverli meglio?

Sonorità elettroniche e un dolce flicorno aprono la canzone successiva a cui hai dato per titolo QUELLO CHE SARA' DI NOI. Sono i primi attimi di una storia che nasce, spesso quelli più intensi, più teneri, che restano nella memoria e sulla pelle. Parli di una storia importante, Claudio. Quante volte ho pensato, di un amore, che sarebbe meglio "non cercarci mai per non lasciarci". E questo verso mi fa venire i brividi: "Noi contro noi con le labbra rotte". Rotte di baci, di morsi, di fame d'amore. Ma come hai fatto a scrivere un testo come questo? In quale angolo del cuore lo hai pescato? 

Ti ammiro, Claudio, anche perché sai trattare in maniera semplice, schietta, temi importanti. IN UN MONDO NUOVO tocchi argomenti universali e, anche se è utopico il mondo che vorremmo, mi piace pensare che quello in cui viviamo adesso sia già un pizzico più bello di ieri, grazie a questa tua meravigliosa canzone. "Un mondo senza slealtà né furberia". Come sarebbe tutto più semplice! 

COME TI DIRO'. Emozione già dal primo verso:

 

Come ti dirò quanto sia sublime

quello che io sento e che ho per te.

 

così tanto, da inviarlo in un audio a una persona importante e che amo. Per non parlare della musica. Personalmente, qui ti sei superato. Il piano, i cromatismi, il pizzicato degli archi sono stupendi. E la melodia del ritornello così ben articolata.

Come ti darò il tempo che non ho.

 

E siamo solamente alla quinta canzone. Si, perché tu sei sempre stato generoso con noi: quasi 80 minuti di bellezza!

 

Dopo una canzone così intensa, UNO E DUE alleggerisce un po' l'atmosfera. Si fa ascoltare a tutto volume in macchina, con i finestrini abbassati e nessuna meta.

 

 

Quando dondoli il sedere

vorrei tanto darti un morso.

Dio quanto amo questo verso e quanto rido di gusto quando lo ascolto! Mi piace un casino questa canzone, il cui groove non te lo aspetti, vista la breve improvvisazione sul tema di un pianistone come Danilo Rea. MENTRE IL FIUME VA è una canzone fresca, che scorre perfetta, dall'inizio alla fine. 

 

PIOGGIA BLU. E qui si ferma l'orologio. Blu, il colore della nostalgia, del blues. Pioggia blu. Basta già il titolo. E non è un caso che tu, Claudio, abbia usato molto il sound della chitarra, acustica e percussiva quella di Massimo Varini, blues ed elettrica quella di Mattia Tedesco. Come hai fatto a passare da una melodia così gaia delle strofe a una struggente come quella del ritornello? E quel cromatismo acuto, dove canti "stammi stretta" mi causa un brivido ogni volta che l'ascolto. Questa è senza dubbio una delle mie preferite dell'intero album. "Non aver paura mai mai mai di aver paura". Gridato, denso, che graffia come un chiodo sulla pelle. E il sax finale di Alessandro Tomei è la ciliegina sulla torta. Tu non fai nulla a caso! 

 

Qui siamo giunti al centro del disco. MAL D'AMORE. Una canzone sinfonica. Claudio, a quasi 70 anni, sfoderi una voce da fare invidia a chiunque! Complimenti, perché hai avuto cura del tuo strumento per tutti questi decenni.  

 

REO CONFESSO. Sbadatamente la meno ascoltata su YouTube. Quanto coraggio hai messo in queste tue parole? Sono forti e mi fanno pensare a quello che, forse, tutti i tuoi fan hanno pensato... Ci dici pubblicamente che sei stato tu, che hai sprangato e manomesso la verità che provi a dire adesso. Mi sono emozionato tanto ed è stata l'unica canzone che ho riascoltato subito, perché il tuo messaggio buca la platea e il cuore. Non vorrei essere nei suoi panni... La somiglianza con VIA non m'infastidisce, anzi l'applaudo, perché, e lo ripeto, tu non fai nulla senza ponderare e riflettere: già assaporo REO CONFESSO e VIA, dal vivo, una dopo l'altra, come un'unica canzone, una storia finita che continua infinita. La sto ascoltando adesso e avverto tutta la potenza del testo.

E sconto tutto il male per quello  che ho commesso.

 

Quanto è bello il video clip di IO NON SONO LI'. Semplice, elegante, essenziale. E il tuo sguardo nello specchio così particolarmente denso, come se stessi guardando tutti i tuoi 69 anni in quel mezzo secondo. Quale donna non si rivede in questa splendida canzone? Qualcuno ha bestemmiato la similitudine con MILLE GIORNI DI TE E DI ME, la stessa modulazione. E quindi? Autocitazioni evolute. Ora abbiamo un altro capolavoro. L'ho ascoltata già 100 volte! Per chi hai scritto queste parole? Non hai idea di quante volte mi sono chiesto se sia meglio esserci o non esserci.

 

Vogliamo parlare di LEI, LEI, LEI, LEI? Mi sembra ci sia un tocco di sonorità sudamericane e che trabocchi di tristezza. Lei che non c'è più e tutto parla, odora, dice, grida, profuma della sua assenza e del ricordo della sua presenza. Solo a chi sta vivendo, ahiloro, la fine di una storia, questa canzone si rivela in tutta la sua potente disperazione. L'idea è talmente originale che ogni verso è un'immagine così reale che riesco a sentirne quasi il dolore.

Il cellulare si sarà disperso, tanto non vibra più se non è lei.

Un profumo di cotone come se a un tratto entrasse lei.

Quante volte l'ho vissuto. Ma tu lo hai descritto con un paio di versi lineari. E il titolo? Lei, un chiodo fisso, un'ossessione.

 

Suonerò finchè senti tu. DODICI NOTE e niente da aggiungere.

 

L'ultima canzone, che poi è uscita come secondo singolo (con un video clip formidabile: sono rimasto di stucco!), è la tua firma: UOMO DI VARIE ETA'. Un gioco di parole a cui ci hai abituati con la tua poesia, eppure riesci sempre a crearne di nuovi. 

 

Guardo alla tua intera discografia e sembra come se tu abbia architettato tutta la tua carriera fin dal primo momento. Sei stato coerente, creativo come quasi nessun altro, ci hai tenuto sempre a superarti, a regalarci standard talmente alti che la paura di non farcela ti ha costretto a stare in campana per mezzo secolo. Hai spremuto tutto te stesso, ogni volta, per cercare di sorprenderci, se non di più, almeno quanto la prima volta.

Claudio, te lo ripeto: "IN QUESTA STORIA che è la mia" lo considero tra i migliori album della tua carriera, per la freschezza della musica, l'originalità con cui lo hai concepito e lo stai promuovendo, i contrasti sonori, le melodie articolate, la semplicità con cui tratti temi complessi cari a tutti, i tanti momenti di bellezza (Giovanni aveva proprio ragione), per la sincerità e il coraggio con cui racconti cose intime di te, per la forza con cui ce lo hai consegnato. Queste canzoni rallegrano il momento buio che tutti stiamo vivendo, emozionano e fanno riflettere. NON MOLLARE, perché il tuo contributo alle nostre vite è immenso e non ha prezzo! 

Chi non "sente" ciò, ha tutto il diritto di dirlo e di cercare altrove. Ma rimarrà facilmente deluso. 

 

Caro Claudio, amo questo album, sei da sempre un esempio per me, avendo incrociato i miei passi con te e la tua famiglia, sento anche di volerti bene. Spero che il mio pubblico si innamorerà di te e della tua musica, per avere un'altra cosa in comune con me. Si, perché io amo Bach, Beethoven, Giuliani, Castelnuovo-Tedesco, Rodrigo, Paco de Lucia e... Claudio Baglioni

Buon 2021!!!

Bojano, 26 Dicembre 2020.

Flavio Sala.

 

capostoria

altrove e qui qui in uno specchio che mi spia

non so com'è cominciata

gli anni più belli ma il destino aspetta dietro un muro

quello che sarà di noi noi contro noi con le labbra rotte

in un mondo nuovo io la ritrovo e mi nascondo in lei

al pianoforte ogni giorno

come ti dirò quello che io sento e che ho per te

uno e due io non so se ci sarai per sempre

mentre il fiume va vorrei tanto darti un morso

e firmo in fede un contratto

pioggia blu non aver paura mai mai mai

mal d'amore se un bene può far male

reo confesso e che ho sprangato e manomesso la verità

adesso è strano pensare 

io non sono lì che è come esserci e non esserci

lei lei lei lei come se a un tratto entrasse lei

dodici note tu sei la mia dannazione

uomo di varie età uomo di varietà

finestoria

2 comments

  • Gianni
    Gianni Roma
    Ciao! Complimenti per la (non)recensione! Letta con piacere perché si sente tutta la sincerità delle tue parole che fanno il paio con i miei pensieri relativamente all’album. Solo un appunto, “quello che sarà di noi” è l’inizio della relazione, quando a fine serata finalmente inciampano in un bacio e danno il via alla storia che si snoda nell’album, un saluto!

    Ciao! Complimenti per la (non)recensione! Letta con piacere perché si sente tutta la sincerità delle tue parole che fanno il paio con i miei pensieri relativamente all’album. Solo un appunto, “quello che sarà di noi” è l’inizio della relazione, quando a fine serata finalmente inciampano in un bacio e danno il via alla storia che si snoda nell’album, un saluto!

  • FLAVIO SALA - World Fusion in Classical Guitar Style
    FLAVIO SALA - World Fusion in Classical Guitar Style
    Grazie, Gianni!

    Grazie, Gianni!

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