IL SUONO CHE MERITI: 30 anni di chitarra classica (Libro+CD)

IL SUONO CHE MERITI: 30 anni di chitarra classica.

Un libro di Flavio Sala

con CD allegato: "La Chitarra Classica di Pasqualino Garzia"

 

Introduzione.

“La Musica è un’arte e, in quanto tale, deve essere bella e duratura nel tempo. Essendo un linguaggio universale, l’autore esprime idee, sensazioni e sentimenti”. 

Mi chiamo Flavio Sala e sono chitarrista. Sono pronipote, nipote e figlio di musicisti professionisti, tutti dediti alla didattica. Mio nonno Settimio Sala (1907 – 1989), pianista, compositore e direttore di banda, si avvicinò al pianoforte all’età di cinque anni, grazie a sua madre, pianista anch’ella. Mio padre Giovanni, diplomato in pianoforte al Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli, per trentatré anni è stato insegnante di Educazione Musicale presso la Scuola Media di Bojano, paese della provincia di Campobasso (Molise), dove sono nato e vivo. Quella che avete appena letto è la definizione di Musica che il Professor Sala dettava ai suoi studenti nella prima lezione. Essendo stato io stesso uno dei suoi tantissimi alunni, non l’ho mai più dimenticata. 

Discendo indirettamente dalla Scuola Chitarristica Spagnola, quella di Francisco Tárrega. Dico indirettamente perché il mio maestro, Pasqualino Garzia, studiò con Eduardo Sainz De La Maza, il quale fu allievo di Miguel Llobet, a sua volta allievo diretto, e prediletto, di Tárrega. In seguito, Garzia studiò a Roma con Benedetto Di Ponio ed ebbe rapporti didattici con Andrés Segovia e Alirio Díaz, presso l’Accademia Chigiana di Siena, dove incontrò anche Emilio Pujol. Infine, terminò i suoi studi a Napoli sotto la guida di Mario Gangi. Una Scuola chitarristica che affonda le radici in Dionisio Aguado (1784 – 1849), eminente chitarrista di Madrid da cui Tárrega attinse per le sue scoperte e i suoi princìpi. 

La prima parte del presente volume è un profilo biografico, artistico e didattico di Pasqualino Garzia, che comprende, per meglio trasmettere la personalità del maestro a coloro che non l’hanno mai conosciuto, anche una storia personale. Ringrazio la Signora Rita Garzia Trivisonno e Annalisa Garzia, rispettivamente moglie e nipote del maestro, cui va tutta la mia gratitudine, per avermi spontaneamente donato l’archivio, senza il cui materiale sarebbe stato impossibile redigere tale profilo. Analizzare questi documenti è stato non solo emozionante, ma il cospicuo numero di riviste e libri di settore, manoscritti, partiture studiate e minuziosamente diteggiate, confermano l’idea che subito mi feci di lui: Pasqualino Garzia era un gigante della chitarra.

(Pasqualino Garzia alla fine degli anni '60)

Nato in un paesino del Molise, Oratino, spinto dalla passione per la musica, andò alla ricerca degli “allievi di”, dai quali egli stesso potesse imparare il mestiere. Sì, perché studiare con un maestro, per lui, significava stare a bottega. Per conseguenza, Pasqualino Garzia non solo insegnava a suonare la chitarra, ma ti consegnava una Scuola, quella da cui proveniva e di cui fu fiero e profondo conoscitore. Schivo e burbero ma generoso con chiunque sapesse andare oltre l’apparenza, Garzia è stato un uomo che, incapace di scendere a compromessi e di reagire all’ostilità del mondo circostante, non ebbe altra scelta che chiudere la bottega al pubblico e continuare a coltivare la passione per le sei corde in solitudine e silenzio, cosa che fece fino all’ultimo giorno. Non ha lasciato scritti. Documenti a parte, tutto il resto mi è stato trasmesso oralmente ed è frutto della rielaborazione del tempo che ho trascorso con lui e dei miei trent’anni di chitarra: il mio percorso di studente, appunto a bottega dal maestro. Nove anni di Conservatorio, con tutti i consigli, le idee, i pensieri e i princìpi maturati nei successivi anni in cui, strumento alla mano, conversavamo sulla situazione attuale e futura della chitarra classica. “Se la chitarra non vuole sentirla più nessuno, è solo colpa dei chitarristi” sosteneva con rabbia il maestro. Finite le sue idee iniziano le mie, con cui cerco di smussare il lato più pessimistico. Inoltre, la lezione ideale smette di essere tale e diventa patrimonio di tutti. Avrei voluto farlo mentre era in vita, ma il maestro nonme lo permise mai.

(Pasqualino Garzia in una foto giovanile)

Pasqualino Garzia terminò il suo lavoro di docente di Conservatorio nel 2004, anno in cui si cominciava a parlare insistentemente della Riforma. Da allora, la didattica in Italia ha subìto profondi cambiamenti, lasciando nello sconforto me, che nel 2012 muovevo i primi passi dall’altra parte della cattedra, e in una deprimente confusione gli studenti, in un susseguirsi di migliaia di lezioni che spesso lasciano il tempo che trovano. I giovani che si accingono alla professione di musicista sono più disorientati di noi docenti. Le prospettive di lavoro sono una, nessuna e centomila. La presenza così capillare di Istituti di Alta Formazione Musicale (in Italia ve ne sono più di 80) potrebbe essere controproducente. “La migliore Riforma dei Conservatori era di chiuderli” sosteneva il maestro. Meno Conservatori e una selezione più ferrea, giacché “la Musica non ha bisogno di musicisti abbastanza bravi” concludeva. 

Nella seconda parte del libro vi sono le mie aggiunte. Parlo di tecnica flamenca applicata al repertorio classico e di una serie di temi importanti per chi si appresta a fare questo cammino: metodo e programma di studio giornaliero, didattica a distanza (lezioni online), la ricerca di un ottimo maestro, la concentrazione, la resistenza, la memoria, la lettura a prima vista, l’uso del metronomo, la scelta di uno strumento di liuteria eccetera. IX Appendici, dedicati ad argomenti prettamente chitarristici, chiudono questa sezione centrale. 

Il 16 febbraio 2020 ho iniziato una lunga serie di Dirette Streaming sul mio Canale YouTube, in cui ho spiegato i princìpi della tecnica chitarristica e, battuta per battuta, circa 520 Studi per chitarra. Adesso sono nella Fase III: il repertorio (originale, trascrizioni, arrangiamenti). La domanda più ricorrente è: in che ordine andrebbero affrontati gli Studi per chitarrae il relativo repertorio? Ho scoperto così che molti brancolano nel buio. La terza ed ultima parte del libro è nata proprio per rispondere a questa domanda. Ho stilato, infatti, un programma di studio completo, dalle corde a vuoto alla tecnica flamenca, passando per gli Studi per Chitarra Classica più importanti, includendo, parallelamente, anche il solfeggio e indicando il tempo minimo di studio da dedicare a ogni aspetto: tecnica, studi,repertorio, solfeggio. Segue una lunga lista di brani da repertorio. Questa proposta didattica copre, almeno idealmente, l’intera Piramide Didattica: alla base vi è la Scuola Media ad Indirizzo Musicale (quando matureranno i tempi per Asilo e Scuola Elementare?), al centro il Liceo Musicale e, alla punta, il Conservatorio. Senza un programma di studio unico, lineare e, soprattutto, propedeutico, non può esserci miglioramento. Il livello tecnico-musicale scenderà sempre più, con prospettive che possiamo immaginare: i Laureati di oggi saranno i Docenti di domani. Pertanto, le Scuole Medie dovrebbero occuparsi, appunto, di indirizzare, avviare i ragazzi alla musica, attraverso lo sviluppo dell’orecchio, del senso del ritmo e dell’armonia, sostenendo i pochi studenti che seguiranno la vocazione dell’insegnamento e quei rari talenti che prenderanno la strada del concertismo. I Licei dovrebbero accogliere, incoraggiare e stimolare tali ragazzi a fare un lavoro metodico e più approfondito, necessario per essere ammessi al Conservatorio. Lungi dall’essere rigida e definitiva, mi auguro che questa proposta potrà connetterci tutti, perché senza un dialogo fra le tre istituzioni e i rispettivi docenti, continuerà a mancare il presupposto fondamentale per qualsiasi tipo di crescita: la continuità didattica. Qui intesa come un mero “non fare quello di dopo se non hai fatto quello di prima”. Richiede forza di volontà, ricerca, sacrificio e voglia di migliorarsi, da parte di tutti: docenti e allievi. Buona lettura e, soprattutto, buon lavoro! 

Flavio Sala 

Bojano, 22 novembre 2020.

 

IL LIBRO 

Indice 

Prefazione di Annalisa Garzia 

Introduzione dell'autore 

PARTE I: Pasqualino Garzia 

Passione e coerenza. 

Una storia personale. 

L'attività Concertistica. 

Cronologia della vita. 

La chitarra classica di Pasqualino Garzia: il nastro magnetico. 

(Con circa 70 fotografie e documenti, in bianco e nero e a colori) 

PARTE II 

1) Perché hai iniziato a suonare la chitarra? 

2) Cerca un buon maestro. Sulla concentrazione, memoria e lettura a prima vista. 

3) Adotta al più presto uno strumento di liuteria. 

4) Come combattere la resistenza e iniziare ora. 

5) Il mio programma di studio giornaliero. 

6) Cinque regole per studiare e ottenere risultati. 

7) Uso del metronomo: il "Metodo Sala". 

8) La musica è imitazione: copia! 

9) Didattica a distanza (DAD): Lezioni Online. 

Appendici 

I. Cura delle unghie. 

II. Chitarristi classici: quali ascoltare assolutamente. 

III. Discografia e Videografia essenziale. 

IV. Tecnica antica e moderna: ma che cosa significa? 

V. Gli Studi per chitarra: una mappa completa. 

VI. Le Scale: quali, come e perché studiarle. 

VII. Le Scale a tre dita: a-m-i. 

VIII. I 20 Studi di Sor-Segovia: una panoramica. 

IX. Tecnica Flamenca: perchè l'ho studiata e la consiglio. 

X. A difesa della musica venezuelana. 

Alle nuove generazioni 

PARTE III 

Programma di studio dettagliato: 190 Lezioni, dalle "corde a vuoto" alla tecnica flamenca e relativo repertorio. 

Ringraziamenti 

Track List del CD 

Indice dei nomi 

(copertina rigida, formato cm 17x24, 300 pagine).

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