CHITARRISTI CLASSICI: Quali ascoltare assolutamente (23 Luglio 2019)

 

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"Nomina 5 chitarristi classici che conosci".

Andrés Segovia 

John Williams 

… 

mmm… 

boh… 

 

È la risposta che colleziono ogni volta che pongo questa domanda a uno studente. 

Come è possibile che ho incontrato ragazzi che suonano da perfino più di 10 anni e non sanno mettere in lista neanche 5 chitarristi? 

Per non parlare, poi, dei chitarristi di altri generi o, ancora peggio, dei musicisti in generale. Non si va oltre Arthur Rubinstein e Uto Ughi

Inutile dire quanto questa carenza di interesse e di curiosità mi faccia deprimere. È per questo che mi sono preso la briga di scrivere una lista dei chitarristi classici e non che ogni studente che si avvicina alla chitarra dovrebbe assolutamente ascoltare approfonditamente. Ma lo consiglio anche a chi vuole smettere di ignorare i nomi che hanno fatto la storia della chitarra. 

Per ogni nome, segnalo anche quella che reputo la discografia migliore

 

ANDRES SEGOVIA (1893 - 1987)

A dispetto di chi dice che Segovia sia stato superato, che è roba vecchia, che oggi non si suona più così e che la sua scuola oramai è stata rimpiazzata (tutte cazzate che ho sentito con le mie stesse orecchie!), un chitarrista che non ha mai ascoltato una registrazione di Segovia, non può avvicinarsi al mondo della chitarra. Sarebbe studiare Letteratura Italiana all’Università e non aver mai sentito nominare Dante Alighieri. Non ridete: mi è capitato personalmente di allievi al 5°/6° Anno di Conservatorio che non avevano la più pallida idea di chi fossero Alirio Diaz e Julian Bream. E poi, aver sentito il nome non significa conoscerne la vita e il suo lavoro. 

Andrés Segovia (Linares 1893 – Madrid 1987) è stato il più grande chitarrista classico della storia. Non è il caso che io mi dilunghi qui a scrivere cenni biografici, Internet ne è pieno ed esistono molti libri che tracciano la lunga e incredibile vita di questo artista. 

Per me Segovia resta insuperato in queste registrazioni: 

- Isaac Albéniz: Sevilla. 

(specie la versione live al Teatro Comunale di Bologna, dove gli si perdona anche qualche stecca, ma ha un suono, una energia e un fraseggio esemplari, nonostante i suoi 75 anni) 

- Mario Castelnuovo-Tedesco: Sonata “Omaggio a Boccherini”. 

Ho consumato una vecchia audiocassetta tanti anni fa. Quando poi ho comprato il disco, finalmente, era stato talmente ripulito dal fruscio che hanno anche snaturato il suono di Segovia: non era più bella come quella che conoscevo io. Se vuoi apprezzare davvero questa sua registrazione magnifica, cerca un vinile o una cassetta. 

- Bach: Ciaccona. 

Ma la versione del 1947. E qui vorrei aprire una parentesi. “Segovia è uno dei peggiori referenti delle esecuzioni di Bach” o anche “Segovia non sa suonare Bach”. Quante volte ho sentito dire queste stupidaggini! Non sanno di cosa parlano e, soprattutto, mancano di rispetto a una persona che ha combattuto per portare la chitarra in alto. Ma veniamo a Segovia e al suo Bach. 

Quando Segovia suonò la Ciaccona per la prima volta correva l’anno 1930 e se la stava facendo addosso, davanti al pubblico parigino. Sono passati quasi 100 anni. 

Eh, ragazzi, quasi un SECOLO!!! 

Nel 1930 chi diavolo conosceva la chitarra? 

Bene, Segovia, dovette preoccuparsi prima di far conoscere e piacere le bellezze della chitarra, perché Bach già godeva di grande fama. Ecco il perché Segovia, a volte, esce un po’ fuori dai canoni e fa delle cose un po’ fuori stile, ma perfettamente giustificate dai manierismi dei tempi in cui viveva e Segovia era un uomo di altri tempi. Oggi ci si preoccupa così tanto della filologia e della prassi esecutiva che ci si dimentica che stiamo suonando la chitarra e non il clavicembalo. 

- Ponce: Concierto del Sur 
- Rodrigo: Fantasia para un gentilhombre 
- Castelnuovo-Tedesco: Concerto op. 99 (1949) 
- Castelnuovo-Tedesco: Tarantella 
- Torroba: Castelli di Spagna 
- Granados: Danza Spagnola n° 10 
- Ponce: Canzoni Messicana n° 2 
- Tarrega: Recuerdos de la Alhambra 
- Villa-Lobos: Preludio n° 3 
- Albéniz: Torre Bermeja 

 

ALIRIO DIAZ (1923-2016). 

Per molti Alirio Diaz è pura musica venezuelana. Se da un lato questo è vero, le stesse persone che lo considerano solo un interprete della musica del suo paese, evidentemente, ignora le seguenti registrazioni, che, reputo ancora meravigliose: 

- Mario Castelnuovo-Tedesco: Quintetto op. 143 (con Allegri String Quartet). 

Una registrazione quasi introvabile. Se la trovate su vinile, meglio ancora. Alirio è insuperabile e il quartetto che suona con lui sembra un’orchestra d’archi! Roba da far impallidire anche Segovia, dedicatario della composizione, e il Quintetto Chigiano. Ascoltare per credere. 

- Torroba: Sonatina in La maggiore 
- Ponce: Suite in Stile Antico 
- Ponce: Sonata Romantica 
- Giuliani: Concerto op. 30 (Rafael de Burgos, Direttore) 
- Tarrega: Danza Mora 
- Sor-Segovia: Studio n° 12 
- Mudarra: Fantasia 
- Scarlatti: qualsiasi Sonata incisa da Alirio. 
- Musica Venezuelana: qualsiasi disco, ma specialmente “Melodias Larenses” e “Los Aguinaldos”. 

 

JULIAN BREAM (1933). 

Ho ascoltato Julian Bream per la prima volta quando avevo 9 o 10 anni. Era un disco che mio padre comprò non perché sapesse chi fosse l’interprete, ma conosceva molto bene il brano che aveva registrato: il famoso “Concierto de Aranjuez” di Joaquin Rodrigo, in un disco interamente dedicato alla musica del compositore Spagnolo e che raccomando di ascoltare. Julian Bream ha una discografia di almeno 40 dischi. Fra questi è necessario conoscere: 

- Julian Bream Plays Rodrigo (Concierto de Aranjuez con John Eliot Gardiner, 1982, la migliore registrazione di Bream di questo capolavoro. Seguono le “Tres Piezas Espanolas” – Zapateado è mostruoso – e la bellissima “Invocacion et Dance” – dedicata ad Alirio Diaz - che, anche se molto personali, convincono per la forza e la ritmica, oltre che per i mille colori che tira fuori dal suo strumento. 
- Granados: Valses Poeticos 
- Albéniz: Mallorca 
- Britten: Nocturnal after John Dowland 
- Martin: Quattro Pezzi Brevi 
- José: Sonata para guitarra (Incredibile!!!) 
- Villa-Lobos: Concerto per chitarra e orchestra 
- Giuliani: Rossiniana n° 1 
- Giuliani: Grande Ouverture 
- Giuliani: Sonata in Do Maggiore 
- Sor: Gran solo op. 14 

 

JOHN WILLIAMS (1941). 

Che dire di John Williams? Che ha inciso tutto il repertorio per chitarra almeno due volte! Sono davvero molte le registrazioni belle di questo chitarrista Australiano, naturalizzato Inglese. 

Sicuramente da non perdere: 

- The Seville Concert (anche in DVD) 
- Spanish Guitar Music (CD con 23 brani) 
- Schubert: Arpeggione 
- Giuliani: Concerto op. 30 
- Rodrigo: Fantasia para un gentilhombre 
- Dodgson: Concerto per chitarra e orchestra 
- Variazioni per un virtuoso (Bach, Scarlatti, Giuliani, Paganini, con un incredibile Williams 24enne) 
- Rodrigo: Concierto de Aranjuez 
- John Williams plays the Movies (doppio album) 
- John Williams plays Barrios (1974) 
- El Diablo Suelto (Musica Venezuelana) 

 

JULIAN BREAM e JOHN WILLIAMS in duo. 

Secondo me “L’encouragement” di Fernando Sor è imperdibile: una lezione di musica! 

 

ALEXANDRE LAGOYA (1929-1999). 

Chitarrista egiziano naturalizzato francese. Sposò la chitarrista Ida Presti, con cui suonò in duo fino alla morte prematura di quest’ultima (1964). 

Di Lagoya esistono eccellenti registrazioni, anche un po’ fuori dal solito repertorio. Raccomando di ascoltare comunque: 

- Turina: Sonata 
- Albéniz: Zambra Granadina 

- Sanz: Canarios
- Bolling: Concerto per chitarra 
- Tutte le registrazione in duo con Ida Presti 

 

NARCISO YEPES (1927-1997). 

Chitarrista fra i più strani, anche per aver adottato una chitarra a dieci corde, che nelle sue mani suonava in maniera stratosferica! 

Yepes è stato il primo chitarrista che ho ascoltato in assoluto, quando il mio Maestro mi riversò su cassetta un suo album: Romance d’Amour, che raccomando. Secondo è in questo album è racchiusa tutta l’arte di Narciso Yepes. In alcuni brani resta tutt’oggi insuperabile! 

 

AGUSTIN BARRIOS MANGORE (1885-1944). 

Chitarrista paraguayano, è stato il primo ad incidere e le sue registrazioni risalgono ai primi anni del Novecento. Alcune sono inascoltabili perché molto rovinate, ma altre sono ancora godibili. Raccomando l’ascolto soprattutto per l’importanza storica che questi documenti sonori rappresentano per noi chitarristi. 

 

MIGUEL LLOBET (1878-1938). 

Idem. Sono registrazioni degli anni 20. Conservo un bellissimo ricordo della sua esecuzione dello Studio n° 22 in La Maggiore di Coste. 

 

Buon ascolto! 

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